Page 152 - Catalogo artiste Fidapa Nord Est_Veneto
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Con gli acquerelli, eseguiti in maniera perfetta e con sottile percezione del colore fluido e luminoso,
Giò Ferrante ha costituito una base essenziale, moderna del paesaggio: Oltre il fenomeno naturale ha
liberato una fantasia visionaria inventando le luci e le atmosfere. Per lei, vivere oggi scelte artistiche
di sistemi ed indirizzi diversi in campo stilistico con le possibilità di dispersione nell’ antimaterialità
del multimediale, significa avere la certezza che i sogni siano il retaggio sepolto di un’era
geologicamente incerta. Forse per questo nei suoi paesaggi l’uomo non appare e quando c’è la sua
opera: ponti, piazze, architetture di agglomerati urbani o costruzioni isolate, par di andare per le
strade di Treviso, per i campielli e calli di Venezia e al tempo stesso andare per la luna. La
prospettiva, per vie deserte, smarrisce, confonde, fa perdere l’orientamento. Ma c’è Eco, voce fonte di
inganni di chi nelle case è vissuto e vive. Allora scenari con arditi scorci dimostrano forza visionaria
di un sentimento assorto nel silenzio per gli effetti baluginanti della luce. Quando case isolate, puri
fantasmi visivi, restano sospese assimilate all’acqua o gravitano su terre di monti o di boschi, l’artista
ferma la breve vicenda del paesaggio riuscendo a dissolvere i profili delle cose in fluide macchie
colorate. Raramente si coglie la resistenza della tradizione classica dove la minuziosa resa pittorica fa
apparire arbusti e foglie dipinti con paziente meticolosità. Anche in queste occasioni la fedeltà ottica
accoglie una commossa interpretazione cromatica. Quasi sempre, nella grande luce fluviale come nei
motivi di natura diversa, i particolari si sciolgono in chiazze frementi di colore.

