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ITIS P. Paleocapa - Le pompe di calore
Si può capire che per efficientamento si intende un fattore che determina un minore consumo e
conseguentemente una minore richiesta di energia da parte delle apparecchiature. Riducendo la
richiesta di energia si può quindi affermare che essa è usata in minore quantità, evidenziando un
risparmio energetico.
Il risparmio energetico è quindi la maggiore conseguenza dell’efficienza energetica, però non
dipende esclusivamente dai prodotti che richiedono minore energia, ma possono anche dipendere
dall’utilizzatore e dai suoi sprechi.
Un esempio è il condizionatore: se si ipotizzasse di avere due condizionatori che garantiscono le
stesse prestazioni e che il prodotto A ha maggiori consumi rispetto B, verrebbe logico pensare che A
consuma più di B, ma ciò è avverabile solo dal momento in cui gli utilizzi sono uguali (per esempio
la durata). Dal momento in cui A viene utilizzato solo nei momenti necessari, mentre B viene
utilizzato anche in momenti superflui, si può capire che è i consumi di B aumentano e possono
superare quelli di A ed è qui che si capisce che l’efficienza energetica è necessario ma non
sufficiente per avere un risparmio energetico.
Per aiutare gli utilizzatori nella comprensione del grado di consumo di un’apparecchiatura come,
per esempio: lampadine, frigoriferi ed elettrodomestici, è stata inventata la classe di consumo la
quale è definita da delle lettere che vanno dalla A alla G, dove A indica i consumi minori rispetto a
G, a parità di funzionamento. Con lo sviluppo tecnologico, dal 2004, sono state introdotte due classi
in più, per indicare un ulteriore risparmio energetico, si sta parlando delle classi A+ e A++, in
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