Page 172 - Lezioni di Mitologia;
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Sesostri, che regnò nell'Egitto dopo Oro, che d'Iside
e Osiride fu figlio.
Eccovi esposto quello che intorno alle gesta di
Nettuno favoleggiarono i poeti. Conviene adesso ag-
giungere i modi nei quali è rappresentato dai poeti
e dai monumenti, ed i diversi cognomi che attri-
buiti gli furono dagli antichi. Luciano nei Sacrifizii,
e Cicerone nel suo libro Intorno alla natura degli
Dei, avvertono che effìgiavasi con neri capelli ed
occhi cerulei. I poeti lo mostrarono assiso nudo
sopra la conca col tridente, e talvolta di cerulea
veste coperto. Al cocchio del nume alcuni aggiun-
sero i destrieri, altri i vitelli marini. Gran schiera
di Dei e di Ninfe dell' Oceano lo accompagnava
tutta varia di sembianze. A destra gli pone Virgi-
lio le smisurate balene, e l'antico coro di Glauco,
Palemone, i celeri Tritoni, e tutto l'esercito di Forco:
a sinistra Teti, Melite, Panopea, le Nisee, Spio,
Cimodoce e Talia. E quando Giunone ai fati d'Enea
oppose l'ira dei venti, che prima dormiva nelle ca-
verne di Eolo re loro, fìnse il poeta che Nettuno
al tumulto levasse il capo grazioso fuori del mare,
e che ai suoi detti i rivali fratelli le contrastate
acque abbandonando, fine avesse la suscitata tem-
pesta.
Udite Virgilio nella celebre traduzione di Annibal
Caro:
« Così dicendo, in quanto appena il disse
La tempesta cessò, s'acquetò il mare,
Si dileguar le nubi, apparve il sole.