Page 170 - Lezioni di Mitologia;
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dal trono. Il felice evento di queste, permise ai
fratelli di gittare le sorti per dividere il governo
dell'universo, e la fortuna diede a Nettuno l'arbitrio
delle onde. Divenuto abitatore del nuovo regno ,
amore lo prese di Anfitrite ribelle ai desiderii dello
dio. L'impegno di conciliarla alle sue voglie com-
mise al delfino, che fortunato nell' impresa n' ebbe
in premio (come lasciò scritto Igino) di risplendere
nel cielo non lungi dal Capricorno.
E opinione di alcuni che Venilia, e non Anfi-
trite, fosse moglie di Nettuno; il quale, imitatore
di Giove fratello, in fiume, in toro, in delfino mutò
sua sembianza ; Cerere deluse trasformato in cavallo
;
ed ebbe da varie ninfe infinito numero di figli. Libia
lo fé' padre di Fenice, di Aello e di Agenore; Cedusa
di Asopo, Bilie di Orione, Celeno di uno dei Tri-
toni, Tirro di Palemone e Neleo, Venere di Erice;
e Teseo ancora, secondo la Mitologia, era suo figlio,
quantunque Plutarco, che nella vita di lui ha sog-
giogate le favole col vero, ne avverta che questa
fama fu sparsa accortamente da Piteo, avolo ma-
terno dell'eroe, per conciliargli la reverenza dei Tre-
zenii, che sommamente onorano l'imperatore del-
l'onde, offerendogli le primizie delle biade, ed avendo
scolpito nelle monete loro il tridente. Nonostante i
Tragici, dai quali colle finzioni fu violata l'antica
semplicità mitologica, finsero che Nettuno , come
padre di Teseo, mandasse quella foca, o mostro
marino, onde il misero Ippolito fu trascinato dai
cavalli che avea colle proprie mani nutriti.
Devono pure agli amorosi furti di Nettuno la