Page 175 - Lezioni di Mitologia;
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       maestà degna   di un dio quanto Omero      descriven-
       done  il viaggio sul mare per porgere ai Greci soc-
       corso. Questa passo   dell' Iliade, ammirato da Lon-
       gino, merita  di  esservi  letto  nella traduzione  del
       celebre Monti.


          « Né invan  si stava alla vedetta intanto
            Il re Nettuuo, che su l'alte assiso
            Selvose cime della tracia Samo
            Contemplava di là l'aspro conflitto;
            E tutto l'Ida e Troia, e degli Achei
            Le folte antenne  si vedea davanti.
            Ivi, uscito dell'onde, egli sedea;
            E del cader de' Greci impietosito
            Contro Giove fremea d'alto disdegno.
         Ratto spiccossi dall'alpestre vetta,
            E discese. Tremar le selve e    i monti
            Sotto  il piede immortai dell'incedente
            Irato Enosigéo. Tre passi ei fece;
            E al quarto giunse alla sua meta in Ega,
            Ove d'auro coruschi in fondo al mare
            Sorgono eccelsi  i suoi palagi eterni.
         Qui venuto,   i veloci oro-criniti.
            Eripedi cavalli  al cocchio aggioga.
            In aura vesta  si ravvolge tutta
            La divina persona; ed impugnato
            L'aureo flagello di gentil lavoro,
            Monta   il carro, e legger vola su l'onda;
            Dagl'imi gorghi uscite a lui d'intorno,
            Conoscendo   il re  lor, l'ampie balene

            Esultano, e per gioia   il mar  si spiana.
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