Page 445 - Lezioni di Mitologia;
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Proserpina, e tesseva inutil dono
Al ritorno materno, e qui coll'ago
L'ordin degli elementi e la paterna
Sede illustrava, e con qual legge avea
Vinta natura la discordia antica.
Il fuoco al ciel salì per sua natura,
E la terra piombò nel mezzo, il mare
Scorse. Né un sol colore hanno le cose:
D'oro le stelle accende, e sparge l'onde
D'ostro, ed i lidi con le gemme inalza:
Mentiti flutti il filo asconde, e l'arte
Così l'increspa che tu l'alga credi
Frangersi negli scogli, e lambir l'onde
Con roco mormorio l'aride arene.
Finge dell'avo ancor gli arcani tetti,
L'ombre fatali: sul presago volto
Scorreva allora involontario pianto,
Augurio non inteso: e già nasceva
Fadre Oceano sull'estrema tela;
Ma lo stridor delle tenaci porte
Le dive le additò. Lascia imperfetta
La gradita fatica, e sopra il volto
A lei corse un color come di rose.
Cui l'opposto candor beltade accresce.
Era nell'Oceàn celato il sole
Spargeva i doni di quiete amica
L'umida notte, e la cerulea biga
Seguiano i languidi ozii e i sogni erranti.
La via prepara ver l'etnee contrade
Fiutone, accorto dal fraterno cenno:
Aletto lega i corridor tremendi,
NiCcoLiNi. Lez. di Mit. ecc. ^5