Page 340 - Viaggio di Anacarsi il giovine nella Grecia verso la meta del quarto secolo avanti l'era volgare del signor G.J. Barthelemy. Tomo primo duodecimo
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etustà, o che fosse stato a bella posta demoli-
to. Cosi Diodoro Siculo e Plinio riguardavano
questo labirinto come un grand’ edifizio, men-
tre altri scrittori il rappresentano come un an-
tro incavato nel sasso e pieno di vie tortuose (t).
I primi e i secondi hanno riferito due tradizioni
differenti. Resta da scegliere la più verisimile.
Se il labirinto di Creta fosse stato fabbrica-
to da Dedalo sotto Minosse, perchè non ne sa-
rebbe fatta menzione nè in Omero, che parla
piu d’una Volta di questo principe, come pure
di Creta, nè in- Erodoto, che descrive quello
d’Egitto , dopo aver detto che i monumenti egi-
ziani sdno superiori di gran lunga a quelli dei
Greci j nè nei geografi più antichi , nè in veruno
degli scrittori de’ bei tempi della Grecia?
Si attribuiva quest’opera a Dedalo, il cui
nome basterebbe per iscreditare una tradizione.
E nel vero questo nome è divenuto, come quello
d’Èrcole, il rifugio dell’ ignoranza , allora quan-
do essa volge i suol sguardi sopra i secoli anti-
chi. Tutte le grandi intraprese, tutte le opere
che domandano più forza che spirito, essa le at-
tribuisce ad Ercole j tutti quei lavori che appar-
tengono alle arti, e che esigono una certa intelli-
genza nell’esecuzione, essa gli riferisce a Dedalo.
(*) Eustaz. sull Odiss. I 11, p. 1688 , l. 5 i.
Eùmolog. grand, in Lal/ir.
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