Page 460 - Lezioni di Mitologia;
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                            IL RATTO   DI PROSERPINA.


                                   (Continuazione).


                Di Cerere la prole è fra le dee,
                   Or gloria, ma dolor presto alla madre.
                   Pari per forme e per onor, potea
                   Con  gli strali sembrar Diana, e Palla
                   Se lo scudo portasse: arte   felice,
                   Emula di natura, a    lei pingea
                   La veste,  e qui l'Iperionia prole
                   Nascea con inegual sembianza: Teti
                   Dava la cuna agli anelanti    figli,
                   E  il sen ceruleo pei rosati alunni
                   Fiammeggia:    il Sole nell'età primiera
                   È più clemente:   alla sorella  il capo
                   Segnan picciole corna:   in tale ammanto
                   Proserpina pompeggia; a lei compagne
                   Le Naidi sono, e con simile schiera
                   Quelle ninfe le fan densa corona
                   Che danno fama    ai tuoi fonti, Crimniso,
                   E a Pantagia che rota     i  sassi, e a Gela
                   Che dà suo nome alla cìttade, e quella
                   Che la marina irresoluta nutre
                   Nello stagno palustre, e   il noto fonte
                   D'Aretusa, che con sicuro errore
                   Segue l'ospite Alfeo. Così la schiera
                   Amazonia, deposti   i scudi eguali
                   Al cerchio della luna, esulta allora
                   Che dalla depredata Orsa ritorna
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