Page 457 - Lezioni di Mitologia;
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che davano allora luogo agli altri che volevano es-
sere ammessi ai misteri. GÌ' iniziati non depone-
vano la veste, onde erano coperti nel tempo della
cerimonia, se non lacera per lungo uso, e allora la
consecravano a Proserpina e a Cerere, e da al-
cuni era serbata per formar delle fasce ai fanciulli.
Il sacerdote, o maestro dei misteri, come di sopra
per me vi fu detto, Jerofante si chiamava, ed era
delitto per l'iniziato rivelare in nome di lui. Si or-
nava nelle sembianze di Creatore , ed era insigne
per l'ammanto, per la chioma, per la benda, e per
la voce e per l'età venerando,
Atene aveva il diritto di dare questi ministri, che
dedicandosi ad una perpetua verginità, stimavano
gran rimedio agl'impeti di amore il liquore della
cicuta. Oltre l'Jerofante avevano la loro parte in
questi misteri il daduco, il banditore. Daduco si di-
ceva colui, che teneva la fiaccola, distinto anch'egli
dalla capellatura e dallo strofìo, o cintura. Tutta
la vita in questo uffizio consumava, ma non era
obbligato a mantenere il voto, sovente spergiurato
dalla natura. Egli rappresentava il Sole, il bandi-
tore Mercurio, e il ministro dell'ara la Luna. Pre-
sedeva poi ai misteri un prefetto col titolo di re,
il quale comandava che ogni nemico dalle ceri-
monie si astenesse, e che dopo la solennità radu-
nava il senato nell'Eleusinio per conoscere quelle
cose che si fossero fatte contro il rito. Ad altri
quattro col nome di Curatori, scelti dal popolo,
per legge era commessa la religione dei misteri. E
dieci sacrificatori dividevano con gli altri ministri
le cure.