Page 147 - Lezioni di Mitologia;
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         a Né l'immagine fedelmente espressa dal marmo

      (così  il Visconti), né quanto possiamo dire di que-
      sta eccellente statua quasi colossale  dell'altezza di
      palmi tredici, può farne al giusto comprendere tutto
      il merito. E certamente una delle più perfette sta-
      tue vestite, che  ci rimanga dell'antichità, e la con-
      servazione e l'integrità ne aumentano il pregio, non
      mancandovi che le sole braccia ch'erano già ripor-
      tate in antico.
         » Siccome l'aria del volto, l'ornato   della testa,
      la grandiosità dell'abito e della positura ce la fan
      riconoscere  facilmente per Giunone,     così  ci resta
      molto più sensibile  la perdita  delle braccia, nelle
      quali  il greco artefice avrà gareggiato sicuramente
      con Omero per esprimerne la bellezza, pregio sin-
      golare di questa dea sopranominata costantemente
      >eyjtwXjvo; dalle Manche  braccia. Le medaglie e gli
      altri monumenti antichi c'insegnano facilmente ciò
      che dovea sostenere; la patera,    cioè, e lo scettro,
      simboli consueti della regina degli Dei. L'elevazione
      indicata del braccio sinistro, e la soave inclinazione
      del capo verso la destra, non lasciano dubitare né
      dell'azione della figura, né della convenienza degli
      accennati attributi. Se  si consideri  l'arte, tutto in
      questo simulacro è interessante e mirabile. La gra-
      zia dei contorni, la bellezza e la maestà de' grandi
      occhi,  onde  Giunone   fu  appellata  poo>m?^ occhi di
      bue, l'eleganza e la gentilezza dei panneggiamenti,
      la finitezza del lavoro in ogni minima parte ce la
      danno per    un'opera  di un grande     artefice  della
      Grecia. Se non   ci mancassero    troppi dati per ve-
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