Page 296 - Viaggio di Anacarsi il giovine nella Grecia verso la meta del quarto secolo avanti l'era volgare del signor G.J. Barthelemy. Tomo primo duodecimo
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dimeno levando i voti, restò deciso che Timo-
ne per l’amarezza del suo zelo, perdette l’ oc-
casione di contribuire alla salute della morale:
che nondimeno una virtù insociabile è meno
e che se
pericolosa che un’ abbietta deferenza j
la maggior parte degli Ateniesi avesse avuto per
gli scellerati lo stesso orrore che aveva Timo-
la repubblica sussisterebbe ancora nel suo
ne ,
antico splendore.
Dopo questo giudicio sembrò meraviglia
che i Greci non avessero innalzato alcun tempio
all’ amicizia : io mi meraviglio ancor di più , dis-
se Liside, che non ne abbiano mai consecrato
all’ amore. Che ! nessuna festa, nessun sacrifi-
! Al-
cio, al più antico, al più bello de’ numi ( i )
lora 8* aprì una carriera immensa che fu scorsa
parecchie volte. Venivano riferite sulla natura
dell’amore le tradizioni antiche e le opinioni
de’ moderni. Un solo n’era riconosciuto, molti
se ne distinguevano ( 2 ): non ne venivano am-
messi più di due, uno celeste e puro, l’altro
terrestre e materiale (3). Si dava questo nome
(1) Esiodo Teog. v, 120. Ansio/, negli uccelli
v. 70 1. Platone nel convii. t. 3, p. *77, 178. ec.
(2) Cìcer. della nalur. degli Dei 1. 3 , c. a3 ,
/. t , p. 60 6, . .
(3) Platone nel convit. t. 3 , p. 180.
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