Page 318 - Viaggio di Anacarsi il giovine nella Grecia verso la meta del quarto secolo avanti l'era volgare del signor G.J. Barthelemy. Tomo primo duodecimo
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3l8 NOTE.
preghiere ed astinenze, congiunte ad una pu-
rezza di cuore sì grande, Bon avesse avuta al-
tro oggetto che di celare sotto denso velo le
tradizioni antiche intorno alla formazione del
mondo, sulle operazioni della natura, sull’ ori-
gine delle arti e sopra altri oggetti che non po-
tevano aver se non se una lieve influenza sopra
i costumi.
Dirassi forse che non si voleva che svilup-
par il dogma della metempsicosi? Ma questo
dogma che i filosofi non temevano d’esporre
nelle loro opere, supponeva un tribunale che
dopo morte attaccava alle nostre anime i desti-
ni buoni o rei che esse avevano a compiere.
Aggiungo ancora una riflessione. Secondo
Eusebio (1) nelle cerimonie delta iniziazione
l’ Jerofante compariva sotto le insegne di De-
miurgo, &»(Atoupy o'f, vale a dire dell’autore del-
T universo. Tre sacerdoti avevano gli attributi
del sole, della luna, e di Mercurio. Y’ erano
forse ministri subalterni che rappresentavano
gli altri quattro pianeti. Checché ne sia, non si
riconosce più il Demiurgo che trae l’universo
dal caos , e non è questo il quadro della forma-
zione del mondo, tal quale lo ha descritto Pla-
tone nel suo Timeo?
C*) Prepar. etang. /. 3, c. is, p. 117.
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