Page 121 - Lezioni di Mitologia;
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Argo avea nome il lucido pastore,
Che le cose vedea per cento porte.
Gli occhi in giro dormian le debite ore,
E due per volta avean le luci morte;
Gli altri, spargendo il lor chiaro splendore,
Tra lor divisi fean diverse scorte:
Altri avean l'occhio alla giovenca bella,
Altri intorno facean la sentinella.
Ovunque il bel pastor la faccia gira.
Ch'ha di si ricche gemme il capo adorno,
Alla giovenca sua per forza mira,
Perch'egli scuopre ancor di dietro il giorno;
Né gli è d'uopo, s'altrove ella s'aggira,
Voltar per ben vederla il capo attorno:
Che, se ben dietro a lui si parte o riede,
Dinanzi agii occhi suoi sempre la vede.
Lascia che pasca il dì l'erbose sponde,
Che sparte son nel suo bel patrio regno;
Acque fangose, ed erbe amare e fronde
Le sue vivande sono e'I suo sostegno.
Ma come il Sol nell'Ocean si asconde,
Argo li gitta al collo il laccio indegno.
E le sue piume son dove la serra
La non ben sempre strameggiata terra.
Talvolta l'infelice apre le braccia
Per abbracciar il suo nuovo custode;
Ma col piede bovin da se lo scaccia.
Nò man può ritrovar onde l'annode.