Page 122 - Lezioni di Mitologia;
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Pregar il vuol che d'ascoltar gli piaccia,
Ma come il suo muggire orribil ode,
Scorre di qua, di là tutto quel sito,
Fu2"2:endo sé medesma e'I suo muGCS'ito.
Dove la guida il suo pastor, soggiorna
Pascendo l'erbe fresche e tenerelle;
Alle paterne rive un dì ritorna
Dove giocar solea con le sorelle;
Ma come le sue nuove altere corna
Mira nell'acque cristalline e belle,
S'adombra tutta, e si ritira e mugge,
E mille volte vi si specchia, e fugge.
Le Najadi non san che la vitella,
Che vuol giocar con loro, e le scompiglia.
Sia la perduta lor cara sorella;
Ed Inaco non sa che sia la fisrlia:
Tutto quel ch'esse fan vuol fare anch' ella,
Dando a tutti di sé gran meraviglia:
Toccar si lascia, e fugge, e torna a prova.
Come fa il can, ch'il suo patron ritrova.
Mentre scherzando ella s'aggira ed erra,
Il mesto padre suo grato ed umano
Svelle di propria man l'erba di terra,
A lei la porge e mostra di lontano;
Ella s'accosta, e leggermente afferra
L'erba, e poi bacia la paterna mano;
Dentro a sé piange, e direbbe anche forte,
Se potesse parlar, l'empia sua sorte.